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Cicli della vita

Cicli della vita

Sono medico e mi interesso di medicina globale in quanto dopo aver studiato sei anni di medicina e aver fatto cinque anni di specializzazione, mi

0-14 anni

0 -7 (fase yin) / 7 -14 (fase yang)   Tra 0 e 14 anni abbiamo la massima espressione dell’energia del 1° chakra (Muladhara –

14-28 anni

14 – 21 (fase yin) / 21 -28 (fase yang)   A 14 anni entriamo nella sfera del 2° chakra (Svadisthana – in sanscrito) quello

28-42 anni

28 – 35 (fase yin) / 35 -42 (fase yang)   A 28 anni proprio alla fine del primo giro di saturno, che crea difficoltà,

42-56 anni

42 – 49 (fase yin) / 49 – 56 (fase yang)   Intorno ai 42 anni normalmente si va incontro alla crisi di mezza età

56-70 anni

56 – 63 (fase yin) / 63 – 70 (fase yang)   Si comincia a sentire la necessità di manifestare il proprio messaggio per questo

70-84 anni

70 – 77 (fase yin) / 77 – 84 (fase yang) Inizia una fase in cui l’attenzione si rivolge all’interno, dopo aver svolto una vita

84-98 anni

84 – 91 (fase yin) / 91 – 98 (fase yang)   In questa fase l’energia sale verso l’alto al centro della testa per ricongiungersi

Accompagnamento al morente

Premessa I riferimenti riguardo ai temi qui esposti, Vita, Morte e Accompagnamento al Morente sono esempi per tutti e per noi che ne abbiamo tratto

Allineamento e Chakra

Per “Allineamento” intendiamo cercare di vivere quotidianamente i diversi livelli, che leggiamo attraverso la “mappa” dei Chakra, in modo allineato, cioè nella consapevolezza di ciò che ogni livello necessita e nel viverlo in armonia con gli altri.

Il termine Cakra (चक्र), solitamente translitterato in Chakra, proviene dal sanscrito e significa “ruota”, ma ha molte accezioni tra le quali quella di “plesso” o vortice. È un termine utilizzato nella filosofia e nella fisiologia tradizionali indiane. Nella tradizione occidentale moderna tali chakra vengono talvolta identificati con il nome di Centri di Forza o Sensi Spirituali, che in medicina corrispondono alle ghiandole endocrine.

Descrizione generale

I chakra sono punti di forza umani, a volte associati a gangli (granthi) o organi fisici, tra i quali si muoverebbe un’energia variamente definita (prana, o in casi particolari kundalini o avadhuti) e la loro conoscenza è trasmessa da molti sistemi di yoga, nelle diverse tradizioni induiste, buddhiste e jainiste con mappature diverse. Molte tradizioni concordano sul fatto che i chakra agiscano come valvole energetiche.

Uno squilibrio a livello di un chakra determinerebbe uno squilibrio d’energia nei determinati organi associati. Molte moderne terapie naturali, soprattutto la Cristalloterapia ed il Reiki, si basano sull’analisi dei chakra; la Riflessologia e l’Aromaterapia lavorano sugli stessi meridiani e la meditazione e visualizzazione basate sui colori, sarebbero strumenti importanti per bilanciare i chakra.

Ciascuno dei chakra ha il proprio centro in una delle sette ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino corporeo e ha la funzione di stimolare la produzione ormonale della ghiandola.

Secondo il Vedānta, il corpo fisico e il corpo sottile (Sukṣma Śarira: le emozioni, pensieri, percezioni, stati di coscienza) formano un insieme. Questi due corpi sono collegati a livello dei chakra, quindi agendo sul corpo fisico si produrrà un effetto su quello sottile e viceversa.

I chakra vengono assimilati al Loto, questo perché benché esso nasca da acque stagnanti e putrescenti, dà origine ad un fiore bellissimo e candido. Proprio per tale peculiarità è considerato un simbolo di purezza: nato dal fango ma non macchiato da esso. Nella simbologia indiana le acque stagnanti rappresentano l’indistinzione primordiale del caos e il loto che da esse sorge rappresenta l’elevazione spirituale. Ogni “loto”, ha un numero particolare di petali, un particolare Yantra (mandala o forma geometrica), un mantra ed è associato ad un elemento (tattva), ad un senso e ad un colore.

Gli esseri umani, la maggior parte degli animali ed alcune piante avrebbero sette chakra principali o primari. Secondo alcune tradizioni, ogni chakra assomiglierebbe ad un piccolo vortice con la parte più stretta dell’imbuto orientata verso il corpo ed ogni chakra (con l’eccezione di due) avrebbe due metà o poli, una rivolta verso la parte anteriore e l’altra verso la parte posteriore del corpo.

Il secondo gruppo per importanza è composto da chakra minori che si troverebbero nei polpastrelli, al centro del palmo delle mani, in alcune aree dei piedi, nella lingua o altrove. Il terzo gruppo è composto da un numero praticamente incalcolabile di chakra di dimensioni piccole e minuscole; infatti, in ogni punto in cui si incontrano almeno due linee energetiche, anche infinitesimali, si troverebbe un chakra.

Rappresentazione sistemica

Olodramma, dal greco òlos “tutto” e Dràmma “azione”, utilizzato nell’accezione di “rappresentazione”. Attraverso l’Olodramma possiamo rappresentare ogni cosa, tematiche personali, terapie, raffigurazioni simboliche, chakra… e grazie alla rappresentazione, che solitamente durante i corsi viene viene messa in scena da altre persone, possiamo trovare soluzioni alle difficoltà che stiamo affrontando.

Nell’Olodramma si utilizza il pensiero a reticolo, non quello lineare. Secondo quest’ultimo, data una linea con due punti A e B, se mi allontano da A mi avvicino a B, e la scelta di ciò che sto affrontando si basa solo su questi due elementi. Nel pensiero a reticolo è come essere su una ragnatela, se mi allontano da un punto A, cambia la relazione con tutti gli altri punti della ragnatela stessa, non solo rispetto a B, la scelta pertanto si basa su fattori molteplici.

Esempi di rappresentazione sono le Costellazioni Famigliari, tecnica sviluppatasi nell’ambito della psicologia sistemica e messa a punto da Bert Hellinger, e l’ Astrodramma, la messa in scena della propria carta natale, un uso esperienziale dell’astrologia che si propone di liberare il potenziale nascosto in ognuno di noi tramite l’utilizzo della creatività, del linguaggio del corpo e dello sviluppo delle capacità intuitive.

L’approccio utilizzato in questo corso mette fin da subito la persona in grado di dialogare con il proprio inconscio e realizza un reale potere di liberazione dalle briglie insito nella nostra natura. Con il termine “esperienziale” ci si riferisce al fatto che il tipo di astrologia proposto è vissuto dal partecipante in prima persona. Durante il corso i partecipanti sperimentano direttamente le energie espresse dai pianeti di fronte al “cerchio magico” che riproduce la carta del proprio cielo natale, vivendo e interpretando gli archetipi rappresentati dai simboli astrologici e lasciando spazio alla mente intuitiva.

Con questa metodologia esperienziale si apprende asentire” col Cuore , ad entrare profondamente nelle immagini dell’inconscio e a trasformarle. E’ un percorso energetico di crescita individuale che può sostenere l’evolversi del proprio potenziale così come viene fotografato al momento della nascita nella carta del cielo natale.

L’impronta energetica rivelata dalla carta del cielo natale è la somma delle varie esperienze vissute dall’ anima nel suo percorso di evoluzione spirituale e materiale. Il tipo di esperienze che l’anima incontra nel suo viaggio possono essere ripetitive oppure può ripercorrere traumi subiti. Nel corso si può avere la grande opportunità di evocare esperienze di grande ricchezza e saggezza interiore. Riconoscere ed onorare senza giudizio tale energia, qualunque essa sia, ci permette di ricollegarci con la nostra vera natura e di essere semplicemente noi stessi aldilà dei nostri condizionamenti e del giudizio degli altri.